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EUCLIDE (Code: )

EUCLIDE

In-folio (316x200 mm.), [4] c. 587, [1] p. Marca tipografica al frontespizio e al verso dell’ultima carta, belle iniziali istoriate e centinaia di diagrammi e figure geometriche nel testo. Legatura della fine del XVIII secolo in mezza pelle, dorso a sei nervi con decorazioni in oro, titolo su tassello rosso, tagli colorati. Provenienza: Pistono Felix Architectij (firma al frontespizio). Bell’esemplare, uno strappo anticamente riparato nel margine bianco dell’ultima carta, leggere tracce di polvere al frontespizio, qualche segno d’uso alla legatura. Seconda edizione stampata da Hervagius del corpus delle opere euclidee in latino completa della prefazione di Filippo Melantone spesso censurata o addirittura mancante. Il volume si apre con i quinndici libri degli Elementi nella duplice traduzione di Campano, esemplata sulla versione araba e di Bartolomeo Zamberti ricavata dal testo greco. Seguono i Fenomeni che contengono un’interessante descrizione della sfera celeste e del suo moto uniforme rispetto alla terra oltre a fornire importanti notizie circa le speculazioni che portarono gli antichi Greci a concepire la terra come una sfera collocata al centro del universo. Nell’ Ottica Euclide descrive le proprietà geometriche che derivano dalla propagazione rettilinea della luce, dei limiti del potere visivo dell’occhio e delle apparenze degli oggetti in movimento; mentre nella Catottrica vengono esaminate le caratteristiche degli specchi sia piani che curvi. Nei Dati vengono enunciate novantaquattro proposizioni strettamente correlate al contenuto dei primi sei libri degli Elementi; lo scopo è quello di indicare i diversi modi con cui possono essere date le figure geometriche; così, i punti, le linee rette e gli angoli sono dati di posizione; un circolo è dato in posizione e in grandezza quando il centro è dato in posizione, e il raggio in grandezza. Il volume si conclude con il frammento De levi et ponderoso che contiene una dimostrazione del principio della leva fondata sulla sovrapposizione degli equilibri, diversa da quella classica di Archimede. Dal punto di vista tipografico dobbiamo sottolineare che lo stampatore Johannes Hervagius, a lui tra l’altro si deve la princeps in greco di Euclide (Basilea, 1533), fu il primo a inserire le figure geometriche all’interno del testo mentre, nelle edizioni precedenti queste erano relegate ai margini. Riccardi I 647; Thomas-Stanford 11; Adams E 975.


Price: 4 900.00 EUR